La leggenda della nascita dell’Arcipelago Toscano

Un’antichissima leggenda racconta che quando la Venere Tirrenica nacque, sorgendo dagli abissi marini, la collana di perle meravigliose che adornava la divinità si ruppe e le gemme caddero sparse in un vasto tratto di mare.
Da quel mare, per incanto, la metamorfosi divina delle perle, creò le Isole e gli isolotti dell’Arcipelago Toscano: Isola d’Elba, Gorgona, Capraia, Pianosa, Montecristo, Cerboli, Palmaiola, Isola del Giglio e Giannutri.
La tradizione popolare ha voluto celebrare così la nascita di queste isole, che ancora oggi ci affascinano per la loro straordinaria bellezza e le varietà di paesaggi che le distinguono.

Caratteristiche Generali

Si immagina spesso l’Isola d’Elba come una piccola realtà insulare, che comunque risulta la terza per grandezza delle isole italiane, dopo la Sicilia e la Sardegna e la maggiore dell’Arcipelago Toscano.

Lo “Scoglio” come viene affettuosamente chiamato dagli abitanti è facilmente raggiungibile dal continente, partendo dal porto di Piombino, con circa un’ora di piacevole traversata a bordo dei numerosi traghetti o, per via aerea, da alcuni scali italiani ed europei.

L’isola è coperta, in gran parte, da una vegetazione lussureggiante che la classifica fra le isole più verdi del Mediterraneo. La sua estensione è di 224 kmq e offre uno sviluppo costiero, ricco di spiagge e insenature incantevoli, di circa 147 km. Le acque limpide e i bellissimi fondali che la circondano sono ricchi di flora e fauna tipicamente mediterranee e conservano, silenziosamente, numerose testimonianze di antiche civiltà. La sua superficie è prevalentemente montuosa e raggiunge, con il Monte Capanne, l’altezza di 1019 m.

L’Elba dista da Piombino, nel punto più vicino al continente, circa 5 miglia marine e 27 dalla Corsica.

L’Elba è divisa oggi in 8 comuni: Portoferraio, Marciana, Marciana Marina, Campo nell’Elba, Capoliveri, Porto Azzurro, Rio Elba, Rio Marina e si trova nella provincia di Livorno. Gli abitanti residenti nei comuni dell’isola sono circa 29.000.

La ricchezza mineraria del suo territorio ha fatto conoscere l’Elba in tutto il mondo.

L’isola, anche per particolari giochi di correnti marine e atmosferiche che la lambiscono, gode di un clima subtropicale con inverni relativamente temperati e umidi e periodi estivi caldi segnati dalla siccità. Le temperature sono comprese tra una media estiva di un massimo di 30 e una minima di 7 durante l’inverno.

L’economia odierna è basata sul turismo, ma sono praticate anche la pesca e l’attività agricola. Attualmente si sta nuovamente sviluppando la viticoltura che un tempo caratterizzava buona parte del territorio agricolo; poco rimane invece delle attività estrattive: la millenaria attività mineraria del ferro è stata interrotta nel 1981, mentre è assai ridotta l’estrazione del granito.

Oggi gran parte dell’isola è sotto la tutela del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano.

Geologia e Minerali

Possiamo dividere geologicamente l’isola d’Elba in tre zone principali caratterizzate da differenti caratteristiche morfologiche: l’area occidentale attorno al Monte Capanne; quella centrale compresa tra Procchio, Marina di Campo, Portoferraio e Lacona; infine quella orientale del Monte Calamita al Cavo.

A occidente il Monte Capanne (1019 m) ha avuto origine circa 7 milioni di anni fa, da un sollevamento di magma sotterraneo di costituzione granitica, e la sua azione termometamorfica ha modificato più antiche rocce magmatiche e sedimentarie che lo circandano.

La parte centrale dell’isola è costituita da rocce ofiolitiche, sedimentarie, calcari, argille e arenarie che presentano intrusioni di porfidi quarziferi.

Nella zona orientale hanno grande importanza le rocce metamorfiche e sedimentarie che contengono i filoni produttivi delle vecchie miniere. I minerali più conosciuti all’Elba appartengono al gruppo dei minerali di ferro. L’ematite è il più diffuso e conferisce alle rocce il tipico colore rossastro: si trova principalmente nelle zone tra Porto Azzurro, Rio Marina e Cavo. La magnetite deve il suo nome alla proprietà di essere naturalmente magnetica; è di colore nero e si trova soprattutto nella zona di Capoliveri, nei pressi del Monte Calamita.
L’Ilvaite, che si trova prevalentemente sul Monte Calamita e vicino Rio Marina, fu scoperta per la prima volta all’Elba: è un minerale ferroso che non ha applicazioni industriali ma è assai apprezzato dai collezionisti.

Osservando più da vicino il terreno nei suoi multiformi aspetti, si possono fare delle scoperte davvero sorprendenti e il ricercatore esperto avrà modo di ammirare, con un po’ di fortuna, splendidi esemplari di minerali rari.

La flora e la fauna

La vegetazione esuberante dell’Isola d’Elba è caratterizzata, su buona parte del suo territorio, dalla macchia mediterranea, un’associazione di arbusti ed alberi, anche di medio e alto fusto, come la quercia da sughero e il leccio. L’insieme si presenta con aspetti e combinazioni molto variabili, con presenze di erica e corbezzolo, ginestre, lentisco, cisto marino e cisto villoso rispettivamente dai bellissimi fiori bianchi e rosa. Tipiche di questo ambiente naturale, sono anche le piante aromatiche: il rosmarino, il mirto e l’elicriso, la menta ed il finocchio selvatici sono molto diffusi.

In primavera la vegetazione dell’isola è un trionfo di colori dove si mischiano il viola dei cardi e della lavanda selvatica con il giallo dei crisantemi selvatici e delle ginestre, il rosso dei papaveri, il bianco delle margherita, dei cisti, del mirto e il blu della borragine, il rosa del cisto villoso . Dobbiamo ricordare inoltre le molte specie di orchidee presenti che hanno anch’esse una breve ma splendida fioritura primaverile.

La zona settentrionale del Monte Capanne è caratterizzata da vasti boschi di castagni secolari. Sono presenti in varie zone estesi rimboschimenti di pino domestico, pino marittimo e pino d’Aleppo.

L’isola ospita animali selvatici di piccole e medie dimensioni, non facili da osservare, per la fitta vegetazione che li protegge e perché timorosi della presenza umana.

È la fauna alata la più numerosa con molti uccelli marini tra i quali sono il raro gabbiano corso, il gabbiano reale, il marangone dal ciuffo e il cormorano. Tra i rapaci vi sono la poiana, il falco pellegrino; e il gheppio. L’Elba è un’importante zona di sosta estiva per diversi uccelli tra i quali, rondini, rondoni, gruccioni e altri migratori; in stagione è possibile osservare gruppi di aironi, garzette e diversi limicoli. Gli uccelli notturni sono il timido assiolo, la civetta, il barbagianni.

Nell’interno dell’isola si possono osservare lepri, conigli selvatici, cinghiali, mufloni, le pernici rosse e i fagiani. Lungo le coste in tempi abbastanza recenti si poteva ancora incontrare frequentemente la tartaruga marina del Mediterraneo: oggi di questa specie sono rimasti purtroppo pochissimi esemplari.